Bortolo Sacchi fu un esponente di spicco della corrente veneta del realismo magico nella sua declinazione legata all’ambiente di Ca’ Pesaro, luogo di incontro dei pittori della sua generazione; la sua pittura risente anche dell’influsso dell’espressionismo tedesco per la sua formazione all’Accademia di Monaco. In questa particolare interpretazione del tema della figura ambientata, esposto alla Biennale Internazionale d’Arte della Città di Venezia del 1928, si ritrovano i cardini della sua pittura: il mistero di un tempo sospeso, l’inquietudine data da uno strano silenzio che pervade lo spazio, lo studio dei volumi e dei particolari.