Dal 11 ottobre al 11 marzo 2024
La mostra costituisce parte integrante di un progetto più ampio, “Egitto e Napoli tra antico e contemporaneo”, che si inaugura a dicembre 2023, con cui il Museo Archeologico Nazionale di Napoli racconta le forme e le storie dell’antico rapporto tra la città partenopea e l’Egitto.Il progetto espositivo di Simona Da Pozzo si snoda tra le sale LXXXIII e LXXXIV (83-84). Il titolo della mostra, volutamente pop, fa il verso ad una famosa canzone disco degli anni ‘80. La sostanza dell’esposizione, invece, mette in relazione la dimensione quella visibile e materiale dell’azione performativa e dell’opera esposta con quella invisibile e immateriale della ricerca, che l’artista conduce sul Monumento Corpo di Napoli dal 2019 nell’ambito del progetto Atlas dei Corpi, sostenuto da Ex-voto Association for Radical Public Culture.
Le opere sono state concepite per il Museo e vogliono evidenziare, accostando l’antico al linguaggio del contemporaneo, le connessioni tra il Museo e la città. Un elemento chiave del concept è il monumento conosciuto come “Il corpo di Napoli”, gruppo scultoreo in marmo raffigurante una personificazione del fiume Nilo, posto nel cuore del centro storico di Napoli (la famosa Spaccanapoli) in quella che, in antico era conosciuta come regio Nilensis, ovvero il quartiere degli Egizi. Le opere accostano la statua del Nilo ai culti misterici dedicati a Iside e Osiride. Il monumento è esposto alle intemperie e proprio la pioggia assume un valore emblematico per l’installazione Raccogliere l’acqua del Nilo quando piove, al MANN nella sala LXXXIV, dedicata ai rinvenimenti dal Sacrarium del tempio di Iside di Pompei. L’artista ha raccolto per un anno l’acqua piovana che ruscellava sulla superficie della statua utilizzando un lungo tubo di metacrilato, con l’effetto di ricreare, simbolicamente, l’acqua sacra del Nilo. Quella stessa acqua, nel corso dell’inaugurazione, è stata versata in un recipiente di vetro, fatto realizzare a Murano dall’artista, che si ispira nella forma alla cista mystica in bronzo proveniente dal tempio di Iside a Pompei (esposta nella stessa sala) e a quella dipinta nel celebre affresco sul quale è raffigurato il Navigium Isidis, ovvero il viaggio condotto dalla dea sul Nilo per recuperare il corpo smembrato di Osiride, fatto a pezzi dal fratello Seth.
Sulla superficie del vaso è significativamente riprodotto a rilievo un disegno dell’artista, esposto anche in mostra insieme ad altri lavori di grafica preparatori, nel quale si vede la statua del Nilo con la figura incappucciata della stessa Da Pozzo, nell’atto di raccogliere l’acqua piovana.Il secondo intervento artistico, Come il petricore per i cammelli, è posizionato al passaggio tra la sala dedicata ai culti orientali e quella che ospita il plastico di Pompei. La statua di Iside dal portico del tempio pompeiano, posta come a protezione della città vesuviana, è accompagnata da una insegna al led sulla quale scorrono parole che, evocando il profumo della pioggia sulla terra secca, pongono l’accento sul respiro vitale di cui l’ankh è simbolo.
Piazza Museo n.18/19, Napoli, Italia
Orari di apertura
apre - chiude | ultima entrata | |
lunedì | 09:00 - 19:30 | |
martedì | Chiuso | |
mercoledì | 09:00 - 19:30 | |
giovedì | 09:00 - 19:30 | |
venerdì | 09:00 - 19:30 | |
sabato | 09:00 - 19:30 | |
domenica | 09:00 - 19:30 |